Gli sportelli bancari non ci sono più, cresce la paura: le regioni più colpite

Nell’ultimo anno si è assistito ad una riduzione del numero di sportelli bancari. Cosa sta succedendo e perché?

Nel corso del 2022 hanno chiuso circa 554 sportelli bancari sul territorio nazionale. Si è dunque assistito ad una ulteriore contrazione pari al 2,6%, rispetto alla riduzione che si era già registrata nel corso dell’anno precedente.

sportelli bancari.
Nurse news – La desertificazione degli sportelli bancari.

Ciò vuol dire che è un sempre crescente numero di persone non hanno la possibilità di accedere ad una filiale fisica perché, all’interno del proprio Comune di residenza, non è presente. Si tratta di un disagio in continua espansione che, per ora, colpisce circa quattro milioni di cittadini italiani.

Cosa dobbiamo attenderci dal futuro?

Sportelli bancari in continua diminuzione

Rispetto al 2021, nel 2022 si è registrato un aumento di 250.000 clienti, che non hanno accesso ad una filiale bancaria del proprio Comune di residenza.

Il fenomeno sta interessando principalmente i piccoli centri abitati. Tuttavia, ciò non toglie che la situazione si sta trasformando in un disagio per oltre 4 milioni di cittadini.

I dati raccolti dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl individua un quadro piuttosto allarmante.

Nel corso del 2022, è aumentato il numero di persone che non hanno accesso ad una filiale nella città in cui abitano. In base alle stime, ci si aspetta che nel corso dei prossimi anni il suddetto numero è destinato a crescere, fino ad arrivare a 6 milioni di cittadini.

Vi è un altro dato allarmante che segnala una riduzione del rapporto tra popolazione e numero di sportelli. Nel corso degli ultimi dodici mesi, si è passati da un rapporto di 36,5 sportelli per ogni 100.000 abitanti, a 35,5.

Purtroppo, a quanto pare, la riduzione degli sportelli bancari non interessa solo i piccoli centri abitati. Di fatto, la desertificazione bancaria riguarda anche i Comuni che hanno più di diecimila abitanti (nove centri abitati). In questi luoghi, non è presente neanche uno sportello bancario.

Mentre, in circa 12 Comuni vi è un unico sportello per 15.000 abitanti.

Dando un’occhiata ai numeri raccolti, anche negli anni precedenti, appare evidente che la desertificazione bancaria si sta muovendo in maniera omogenea su tutto il paese.

La situazione nelle varie regioni italiane

Come abbiamo visto la desertificazione bancaria procede inesorabile, coinvolgendo in maniera indiscriminata tutte le aree geografiche del Paese.

I dati raccolti dall’Osservatorio segnalano una riduzione di sportelli bancari:

  • Del 3,6% in Lombardia;
  • Del 3,5% nella regione Lazio;
  • In Molise del 3,4%;
  • In Friuli Venezia giulia del 3%.

Complessivamente, a livello nazionale, si è assistito ad una riduzione degli sportelli pari al 2,6%.

Il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, ha commentato i dati affermando che: “Le banche dovrebbero riflettere sulle conseguenze delle chiusure per la coesione sociale ed economica del Paese”.

Ha poi aggiunto: “Continuare a ridurre la presenza sui territori significa muoversi in direzione opposta agli obiettivi del Pnrr, che punta invece a chiudere il gap di sviluppo tra le diverse aree del Paese. Il progetto Polis, con cui Poste Italiane investirà 1,2 miliardi di euro, punta ad avvicinare i servizi della pubblica amministrazione ai cittadini integrando la rete fisica degli sportelli con il canale digitale”.

Secondo Colombani l’iniziativa proposta rappresenta una grande possibilità di sviluppo per le comunità più piccole e per le aree interne. Per questo motivo, le branche dovrebbero realmente prendere in considerazione quello di trovare soluzioni che permettono ai clienti di accedere ai servizi anche in queste aree del paese.

Infine, Colombari, citando la Costituzione italiana, ha aggiunto: “Non va dimenticato infatti che le banche, pur essendo imprese, rivestono secondo la Costituzione una funzione sociale che il cambiamento d’epoca rende decisiva. L’ampliamento dei servizi e il ritorno alla territorialità, anche da parte delle grandi banche, consentirebbero di coniugare i target di reddito con l’utilità sociale e la connessa nuova occupazione che ne deriverebbe”.