Declino cognitivo: trovato il “campanello d’allarme” che permetterebbe di diagnosticarlo in anticipo

Un presente studio ha scoperto un possibile sintomo che individuerebbe in maniera precoce il declino cognitivo.

Il declino cognitivo è una condizione clinica che si verifica con l’avanzare dell’età, quando avviene una riduzione della capacità di elaborare le informazioni. Generalmente il declino cognitivo è definito come un indebolimento di alcune funzioni che riguardano la memoria, l’attenzione, l’apprendimento e anche il linguaggio.

Declino cognitivo
Individuare precocemente il declino cognitivo – Nursenews.it

Proprio a proposito del linguaggio, un recente studio che ha coinvolto un gruppo di persone in età compresa tra 18 e 85 anni ha individuato un possibile elemento grazie al quale si potrebbe diagnosticare con largo anticipo, la condizione clinica del declino cognitivo.

Declino cognitivo e la difficoltà di trovare le parole

A tutti capita di avere quella parola proprio sulla punta della lingua, ma di non riuscire a ricordarla. Sebbene questa condizione non debba far allarmare le persone, è opportuno controllare che non si verifichi troppo di frequente.

Sintomi del declino cognitivo.
Declino cognitivo e la difficoltà di trovare le parole – Nursenews.it

Secondo un recente studio infatti un indebolimento del linguaggio, riconosciuto tramite un sofisticato sistema. potrebbe permettere di diagnosticare preventivamente alcune patologie come il declino cognitivo.

Generalmente quando si invecchia alcune parole sembrano sfuggire dalla mente. Questa condizione è piuttosto frequente ma, secondo una ricerca condotta dall’Università di Toronto, studiando attentamente il linguaggio delle persone è possibile individuare i sintomi che permetterebbero di riconoscere un declino cognitivo.

Infatti, il problema in sé per sé non è dimenticare le parole, circostanza che può accadere a qualsiasi età e a tutti, ma il rallentamento della velocità con la quale si riesce ad elaborare e a formulare le parole.

I 125 volontari che hanno partecipato alla ricerca dovevano eseguire una serie di compiti, durante i quali era chiesto loro di riconoscere alcuni oggetti a schermo. L’intero esercizio era svolto anche con interferenze sonore.

Durante il test veniva registrata la velocità di elaborazione delle informazioni da parte di ogni soggetto. Infatti, il fattore chiave è proprio il tempo di reazione verbale, che può rappresentare una misura clinica.

Questo test di fluidità verbale coinvolge diverse aree del cervello predisposte al linguaggio alla memoria e alle funzioni esecutive. Per questo motivo riuscire a realizzare un testo a tempo su molte persone permetterebbe di capire quali sono gli intervalli temporali che potrebbero far sospettare un declino cognitivo.

Grazie ad una diagnosi precoce, poi, si potrebbe anche provare a rallentare questo processo, svolgendo esercizi specifici grazie ai quali aiutare la salute cognitiva.

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